È italiano, eppure ha scelto di servire nelle forze speciali ucraine, lasciando tutto alle spalle per unirsi a una guerra che, per lui, non riguarda solo l’Ucraina, ma l’intera Europa. Dall’Italia è partito con la consapevolezza che stava entrando in un conflitto che avrebbe messo alla prova non solo il corpo, ma anche la mente e i nervi di chi combatte.

In questa intervista ci racconta cosa significa vivere il combattimento in prima linea: la paura costante dell’ignoto, la tensione di ogni decisione, la necessità di vigilare in ogni momento per sopravvivere. Racconta il valore della fiducia reciproca tra soldati, un legame che va oltre l’addestramento tecnico e si costruisce con il tempo, sul campo, missione dopo missione.

Ma soprattutto parla della convinzione che lo ha spinto a partire: rispondere a un appello di aiuto, difendere la libertà e dimostrare che la determinazione di un popolo può fermare anche una delle potenze militari più grandi del mondo. Senza retorica, senza bandiere, senza slogan: la testimonianza di chi ha deciso di mettere la propria vita nelle mani degli altri, e di combattere per ciò in cui crede, anche quando tutto sembra impossibile.

Qual è stato il momento preciso in cui hai capito che quella in Ucraina era una guerra da combattere? E perché?

L’ho capito quando mi sono reso conto che non riguardava solo l’Ucraina, ma l’intera Europa. In questo momento storico si sta combattendo per continuare a vivere liberi, come accadde anche in Italia in passato. L’Ucraina ha dimostrato al mondo di cosa fosse capace umiliando quella che veniva considerata la seconda potenza militare globale, respingendo i russi da Kyiv. Guardavamo increduli ciò che stava accadendo. Hanno chiesto aiuto. E abbiamo risposto.

In combattimento fa più paura ciò che vedi davanti a te o ciò che sai che può arrivare, ma non senti ancora?

Fa decisamente più paura ciò che può arrivare. Quando sai cosa hai davanti, tutto rientra nel normale corso di un’operazione. Il vero terrore è l’ignoto. Ci si prepara, si resta vigili, ma la realtà è che a volte non basta. Quello che non vedi può piombarti addosso in un istante. Devi controllare costantemente davanti, a terra e in cielo. Anche nelle condizioni peggiori bisogna restare lucidi, se si vuole avere qualche probabilità in più di sopravvivere. Ogni decisione, anche la più piccola, può costarti la vita. E non sempre si segue il manuale: la guerra cambia rapidamente, le situazioni sono sempre diverse e imprevedibili.

Quando operi con le forze speciali ucraine, quanto conta davvero la fiducia reciproca rispetto all’addestramento tecnico? C’è un momento in cui capisci se puoi affidare la tua vita a chi ti sta accanto?

La fiducia nasce dal conoscere le persone con cui lavori. So che sono perfettamente addestrate, fisicamente preparate, con nervi d’acciaio. Qui si esegue un numero di missioni estremamente elevato, ed è sul campo che impari davvero a conoscere chi hai accanto, non solo durante l’addestramento ma anche fuori da esso. A un certo punto non servono più parole: sai se puoi contare su qualcuno.

Hai mai avuto un momento in cui hai pensato di non farcela?

Può capitare durante la fase di pianificazione. Guardando tutti gli elementi sul campo, alcune operazioni, soprattutto le più delicate, possono sembrare davvero impossibili. Ma una volta sul terreno non c’è spazio per quel pensiero. Devi andare avanti. Punto.

Se domani qualcuno in Italia ti dicesse: “Non è anche la nostra guerra”, cosa gli risponderesti guardandolo negli occhi, senza slogan e senza bandiere?

Gli risponderei che è un coglione. Gli direi che se oggi non parla tedesco è perché, a un certo punto della storia, qualcuno è intervenuto ad aiutarlo, anche se formalmente “non era la sua guerra”.

Intervista realizzata grazie al supporto dell’Associazione STUR
www.associazionestur.com – www.instagram.com/associazione_stur

Attori di regime: come Mosca compra la propagandaYoutube

Attori di regime: come Mosca compra la propaganda

Decoding LiesDecoding LiesFebruary 2, 2026
La verità sull’economia russaArticoli

La verità sull’economia russa

Luca CalabresiLuca CalabresiMarch 7, 2026
Con Maduro cade l’ambizione globale della RussiaArticoli

Con Maduro cade l’ambizione globale della Russia

Decoding LiesDecoding LiesJanuary 3, 2026

Leave a Reply

Discover more from Decoding Lies

Subscribe now to keep reading and get access to the full archive.

Continue reading