Il Prof. D’Orsi ha deciso di rendere da subito la sua creatura putiniana, Agorà, protagonista della propaganda antiucraina.

All’associazione sembrano infatti interessare le sorti non del paese aggredito, ma di un solo ucraino: Oleksandr Melnyk, condannato a 7 anni per aver collaborato con le autorità di occupazione di Dymer nella regione di Kyiv, durante le prime settimane di invasione. Secondo Agorà, Melnyk aveva solamente fornito supporto umanitario alla popolazione sotto occupazione e ottenuto dei lasciapassare per portare via circa 100 persone grazie ad un contrassegno della Croce Rossa. Un responsabile della stessa organizzazione ucraina testimoniò però di aver visto Melnyk nell’ufficio del consiglio locale insieme a un militare russo; descrisse Melnyk mentre prendeva appunti e chiedeva informazioni su personale e reti elettriche. La pubblica accusa sostenne inoltre che Melnyk avesse svolto il ruolo di vice e/o di responsabile dell’azienda municipale. La difesa dell’imputato non riuscì inoltre a fornire prove fotografiche, liste né testimonianze a conferma della presunta operazione di salvataggio.

Un’altra parte della denuncia di Agorà riguarda le condizioni carcerarie di Melnyk, per il quale si parla di isolamento, torture e varie forme di privazioni. Nessuna di queste accuse sono confermate da ong indipendenti, ma solo da organizzazioni russe e filorusse. La prima di queste è quella che dice di occuparsi della protezione dei diritti dei prigionieri politici in Ucraina (cui l’iniziativa pro-Melnyk di Agorà si richiama esplicitamente), in realtà un’associazione fondata dai fratelli Michail e Aleksandr Kononovich, dirigenti della gioventù comunista, grandi fautori della propaganda anti-Maidan, anti-UE e pro-Russia sin dal 2013, arrestati nel 2022 ed attualmente sotto processo per accuse legate ad un tentativo di presa del potere. La loro retorica, anche negli anni precedenti l’invasione, è identica a quella di D’Orsi e Putin (Maidan come golpe pilotato dall’Occidente, quella de Donbas sarebbe una guerra civile fomentata dalla NATO, nel 2022 sono stati UE e USA a provocare la crisi, etc.). Tra le accuse mosse contro i fratelli Kononovich ci sono dei post nei quali incitano la violenza e sostengono la presa violenta del potere, ma anche un raduno di varie decine di persone il 27 febbraio 2022 per occupare con la forza l’amministrazione distrettuale Dnipro di Kyiv. Nessuna parola di condanna ovviamente nei confronti della nazione che sta massacrando i loro connazionali e devastando il loro paese.

L’iniziativa di Agorà non ha dunque scopo umanitario, ma è semmai strumentalmente finalizzata al discredito dell’Ucraina. È dunque la controprova (in realtà non necessaria) del fatto che l’associazione, al pari del suo creatore, è al servizio dei bisogni politici di Putin. Tutto questo impegno per il “prigioniero politico” Melnyk fa infatti sorridere (amaramente s’intende), visto nel frattempo in Russia di prigionieri politici veri dietro le sbarre ce ne sono 2.191 e 5.026 sono i processi politici in corso. Inoltre le condizioni carcerarie sono così confortevoli che migliaia di detenuti hanno preferito firmare contratti come carne da cannone nella guerra contro l’Ucraina, dove arrivano senza addestramento, né equipaggiamento per azioni suicide nelle quali vengono utilizzati come esche umane per i droni di Kyiv, con file di ceceni nelle retrovie pronti ad ammazzarli sul posto qualora decidessero di provare a sottrarsi a questo destino atroce.

Scommettiamo che di loro D’Orsi e Agorà non vi parleranno mai?

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