BERLINO — L’intelligence tedesca ha dichiarato che la Russia sta sottostimando in modo significativo l’impatto economico della guerra contro l’Ucraina, affermando che il disavanzo di bilancio per il 2025 è ben superiore alle cifre ufficiali diffuse da Mosca.
In un post pubblicato su LinkedIn, il Servizio di intelligence federale tedesco (BND) ha affermato che le sanzioni occidentali stanno esercitando una pressione rilevante sull’economia russa. Tra i fattori indicati vi è anche la marcata riduzione delle entrate derivanti dalle esportazioni di petrolio e gas, in un contesto di calo dei prezzi globali dell’energia.
Secondo le stime del BND, il deficit del bilancio federale russo nel 2025 avrebbe raggiunto circa 103 miliardi di dollari. Le autorità russe hanno invece indicato ufficialmente un disavanzo di 72 miliardi di dollari, pari a circa il 2,6% del prodotto interno lordo.
L’intelligence tedesca ha inoltre stimato che il deficit del bilancio consolidato — che comprende sia il bilancio federale sia quelli regionali — sia salito a 107 miliardi di dollari nel 2025, equivalente al 3,9% del PIL. La cifra sarebbe circa 2,6 volte superiore a quella registrata nel 2024.
Il rapporto sottolinea come questo divario non sia soltanto una questione geopolitica tradizionale, ma un confronto diretto tra modelli economici e di sviluppo, percepibile quotidianamente lungo migliaia di chilometri di confine. Differenze in termini di tenore di vita, infrastrutture, servizi, consumi e opportunità di mobilità diventano evidenti e difficili da mascherare con la propaganda.
Il crescente disavanzo, secondo il BND, riflette una combinazione di minori entrate statali e maggiori spese, in particolare per il finanziamento dello sforzo bellico.

Il Cremlino sostiene che il calo delle entrate e l’aumento del deficit rappresentino “difficoltà di routine” e che possano essere compensati dalla stabilità macroeconomica del Paese.
In precedenza, il portale “Comments” aveva riferito che la Russia continua a reclutare attivamente uomini per la guerra contro l’Ucraina, facendo leva su incentivi finanziari e, secondo fonti ucraine, su informazioni fuorvianti. A riportarlo era stato il progetto statale ucraino “Voglio vivere”.
Secondo il progetto, le autorità russe starebbero evitando di annunciare una nuova ondata di mobilitazione, puntando invece sul servizio a contratto attraverso una campagna pubblicitaria intensiva. Ai potenziali soldati verrebbero promessi pagamenti elevati, appezzamenti di terreno, cancellazione dei debiti e altri benefici sociali.
Uno degli argomenti chiave utilizzati nel reclutamento sarebbe la possibilità di prestare servizio nelle retrovie senza essere inviati al fronte. Il progetto “Voglio vivere” sostiene tuttavia che tali promesse spesso non corrispondono alla realtà e afferma che l’esercito russo continua a impiegare in modo estensivo la fanteria in operazioni d’assalto, subendo perdite significative.



